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Sto guardando il TG3. Non perché mi piaccia (anche se è uno dei meno peggio), e nemmeno perché sono a casa a oziare. Semplicemente RAI3 è uno dei pochi canali che si ricevono qui al lavoro e sto testando una coppia compressore/decompressore audio/video con un canale televisivo reale.Dicevo, sto guardando il TG3 di oggi delle 14.20: servizi vari, il pestaggio dell'anziano a Roma, il Silvio che sorride in mezzo ai bambini di una scuola, Israele e la potenziale nuova prima ministra, i semafori taroccati a Milano, le mire espansionistiche della Russia nel mare Artico. Sì, artico, emisfero Boreale, Nord... Presente?Ecco. Adesso fate caso all'immagine, presa direttamente dal servizio :-)
Uno è Richard Wright, tastierista dei Pink Floyd. E l'altro è il, molto meno famoso, Giorgio Bettinelli, vespista transoceanico che ho conosciuto, quasi per caso, leggendo il suo libro "Brum brum, 254.000Km in vespa" (consigliatissimo).
Al di là della retorica, e al di là del fatto che sono personaggi effettivamente lontani, percepiti solo attraverso le loro opere, mi è spiaciuto apprendere le rispettive notizie, perché quelle opere mi hanno segnato un po'. Soprattutto Bettinelli, che ho letto recentemente, e che ha incarnato proprio la mia idea di viaggio: conoscere la gente reale nei luoghi reali in cui vive.
Girando il mondo a cavallo di veicoli apparentemente inadatti (interessante il numero di Vespa che ha letteralmente consumato lungo i chilometri percorsi), incarna perfettamente il bello di muoversi: la curiosità che spinge un uomo ad andare a vedere da vicino come vive la gente veramente, quella stessa gente, apparentemente lontanissima, di cui abbiamo notizia solo attraverso stampa e televisione, spesso distorta, costruita in modo da creare ad arte stupore, approvazione, senso di esotico ad ogni costo.
Delle caricature, insomma, che mi è capitato di intuire anche dai racconti di amici e conoscenti che sono andati in posti incredibili e hanno visto poco più del modernissimo e lussuosissimo villaggio turistico con relativo pezzo di mare antistante; racconti che, nella migliore delle ipotesi, mi lasciano un po' di tristezza, ma che a volte mi sollevano anche qualche perplessità di natura etica: sarò esagerato, ma a me, un villaggio turistico a 5 stelle con acqua corrente fresca e pulitissima, in un paese dove la gente non arriva a fine mese e l'acqua dei rubinetti, quando c'è, bisogna bollirla anche solo per lavarsi i denti, qualche senso di ingiustizia lo crea...
Citando Tolkien: "La Via prosegue senza fine / Lungi dall'uscio dal quale parte", fino a qualche mese fa pensavo fosse irrealizzabile.
Bettinelli è riuscito a dimostrarmi il contrario.
Dopo i primi 5000Km, direi che il mio giudizio su questa vettura può affinarsi un po'.
Tra l'altro, vista la scarsa competenza riguardo a questo specifico modello dei concessionari e dei meccanici che ho frequentato, credo che inserire qualche noticina tecnica possa essere di aiuto a chi lo sta valutando o, più genericamente, sta valutando l'acquisto o la trasformazione a metano.
Un po' di tecnica:
1) Il motore ha cilindrata 2000cc e potenza massima 80KW a metano. Non è un vecchio benzina pre-FSI, come avevo scritto, ma sembra essere proprio un propulsore nuovo, progettato da VW e prodotto in Messico (!) appositamente per l'alimentazione a gas naturale. La compressione è 13.5:1, i pistoni hanno il cielo piatto e le sedi delle valvole sono rinforzate e lubrificate in modo più efficiente, per sopperire alla mancanza di agenti lubrificanti tipica della miscela aria/metano.
Dato l'elevato rapporto di compressione (il metano non detona facilemente come i vapori di banzina), l'efficienza è buona. In relazione alla cilindrata, infatti, il consumo è accettabile (la mia media, su percorsi misti, è di circa 7Kg/100Km, che all'attuale prezzo del metano si traducono in 20Km/euro), e il funzionamento a gas è regolare.
Il rovescio della medaglia, ovviamente, è qualche imprecisione a benzina: la centralina di accensione/iniezione regola continuamente i relativi anticipi e l'apertura della valvola a farfalla per scongiurare detonazioni: in accelerazione sono percettibili dei piccoli vuoti, mentre in rilascio si sente qualche scoppiettio metallico allo scarico. Qualcuno mi ha consigliato di usare benzina V-Power, che in virtù del più alto numero di ottani (98 contro i 95 della verde) dovrebbe attenuare il disturbo. Provatola, ho visto che l'unica differenza percettibile è sul portafoglio.
2) Il sistema di alimentazione a benzina è il classico schema ad iniezione VW presente anche sul 1800cc, mentre quello a gas è un po' più complesso. La pressione di stoccaggio del metano, nelle quattro bombole sottoscocca (circa 120l - 18Kg) è di 200bar, e tale pressione arriva fino nel vano motore, sulla sinistra in basso nella foto, dove è presente il riduttore di pressione (sembra l'attuatore dell'ABS, ma non lo è). Il tubo in acciaio inox che vi entra da sopra è quello che arriva dalle bombole, quello telato in gomma che esce a destra è, ovviamente, a bassa pressione.
Le bombole sono equipaggiate con rubinetteria manuale ed elettrovalvole direttamente sul corpo, più una termovalvola di sicurezza con capsula di vetro a rottura per scaricare il gas, in caso di sovratemperatura (tipicamente incendio della vettura) che potrebbe far salire eccessivamente la pressione all'interno delle bombole, testate e certificate fino a 400bar.
Nel cofano il gas entra nel riduttore, che abbassa la pressione del gas naturale fino a 6bar, tramite un sistema di piattelli e molle a cedimento controllato. Una delle situazioni in cui il motore viene alimentato a benzina è quando il liquido di raffreddamento ha temperatura inferiore ai 15C, proprio per evitare che, a causa del notevole calo di pressione del gas nel riduttore, riscaldato dal liquido di raffreddamento, il riduttore congeli. Questa caratteristica viene spesso imputata erroneamente, anche da personale tecnico, a problemi di lubrificazione delle valvole, o, addirittura, al pericolo di liquefazione del gas nelle bombole :-)
Infine, il gas a bassa pressione entra nel classico rail di alimentazione (il tubo nero, orizzontale, in basso nella foto) e viene iniettato nei condotti di aspirazione dell'aria, a monte degli iniettori di benzina, per formare la miscela esplosiva che alimenta il motore, sotto il controllo della centralina che ne dosa il rapporto in base ai valori di incombusti allo scarico (che devono essere assenti) e alla qualità del gas (percentuale di metano nel gas naturale).
3) La commutazione tra i due sistemi di alimentazione è automatica, non modificabile manualmente, se non con qualche trucco. Pur essendo la vettura definita come "monovalente", questa limitazione è un po' fastidiosa in alcune situazioni, anche perché è specificato sul libretto delle istruzioni che è bene utilizzare entrambi i combustibili periodicamente per evitare ristagni nel serbatoio e otturazione degli iniettori.
Ad ogni modo, la regola è che il motore funziona sempre a metano, tranne quando:
- è finito il gas (ma va?);
- il liquido di raffreddamento è sotto i 15C (questo succede tipicamente negli avviamenti a freddo invernali, la commutazione a metano avviene comunque nel giro di 30 secondi);
- il serbatoio di metano è stato appena riempito.
Da notare che, nel caso di liquido di raffreddamento freddo e poca benzina (riserva accesa), il motore tenta comunque di avviarsi a metano, per non consumare l'esigua scorta di benzina. Nel caso di temperature molto rigide questo a volte provoca il congelamento del riduttore e quindi lo spegnimento del motore non appena si accelera o si affronta una salita. L'avviamento successivo viene quindi eseguito a benzina, rientrando nella casistica di cui sopra.
Le commutazioni in fase di marcia sono poco avvertibili, soprattutto sugli ultimi modelli. Un piccolo vuoto (meno di mezzo secondo) e la comparsa della freccia sul display della plancia avvertono il pilota del passaggio avvenuto, e non sono rari i casi di uno o due ripensamenti, soprattutto se si viaggia con l'acceleratore poco premuto o si spegne e si riaccende la macchina nei minuti successivi.
Infine, leggendo il manuale tecnico del motore, si scopre che è possibile forzare il funzionamento a benzina del veicolo anche manualmente, scollegando nel cofano motore due connettori: il G400 (pressostato del metano ad alta pressione, sul riduttore) e il G401 (pressostato del metano a bassa pressione, sul rail di iniezione). Secondo il manuale, e anche secondo qualche utente che ha provato, la centralina interpreta la manovra come fine del metano e commuta stabilmente sulla benzina, fino al reinserimento dei connettori. Prima o poi proverò anche io.
4) Il metano è praticamente un gas perfetto, e nonostante nelle bombole sia fortemente compresso, rimane allo stato gassoso. Ciò comporta due semplici quanto evidenti inconvenienti rispetto ai combustibili liquidi: ce ne sta di meno (120l danno 18Kg di metano, mentre darebbero circa 80Kg di benzina) e la sua pressione dipende fortemente dalla temperatura, proprio seguendo la legge dei gas perfetti. Questo significa che, se il gas è scaldato, la sua pressione sale e, visto che la carica è fatta "a pressione", nelle bombole ce ne sta di meno. Analogamente, quando il gas si raffredda, la sua pressione diminuisce, permettendo eventualmente di caricarne altro.
In pratica, tutte queste considerazioni si concretizzano al momento del rifornimento: la quantità di gas che si riesce ad imbarcare, misurata in Kg, dipende dalla pressione che riesce a raggiungere l'impianto, dalla temperatura ambientale, dal sistema di raffreddamento che ha il distributore e dalla temperatura delle bombole sulla vettura, con il risultato che allo stesso distributore è possibile fare pieni eccellenti o pessimi a pochi giorni di distanza. Inoltre, visto che la stima del carburante residuo in auto è fatta misurandone la pressione, capita spessissimo di vedere l'indicatore a fondoscala subito dopo il pieno e, non appena il gas (surriscaldato dal compressore) si raffredda, notare l'indice calare vistosamente.
Infine, qualche appunto generico:
- si è rotto misteriosamente il coperchio del portaoggetti sulla plancia. E' scheggiato in un angolo, senza apparente motivo. Inizialmente ho attribuito la cosa alla caduta del Garmin la cui ventosa si stacca dal vetro a intervalli regolari, ma effettivamente il navigatore non colpisce nemmeno lontanamente lo sportello. Il problema è che quel coperchio lì costa la bellezza di 98euro, e non è detto che me lo passino in garanzia.
- il pomello per la regolazione lombare del sedile guida è rotto, appena viene toccato salta via. L'ho segnalato e mi verrà cambiato in garanzia senza problemi.
- i bellissimi specchietti laterali, con freccia a led incorporata, che mi hanno sempre fatto inorridire pensando al prezzo da pagare per una svista, sono in realtà composti da molte parti (vetro, calotta superiore e inferiore, anima di alluminio, freccia e gruppo motore) tutte sostituibili singolarmente. La freccia è sui 30 euro, la calotta superiore verniciata è sui 70 e il vetro (termico) sui 20.
- i due sedili della terza fila possono alloggiare passeggeri fino a 35Kg, e questo solo uno dei tanti concessionari ha saputo dirmelo. La limitazione, riportata anche sul libretto di circolazione e, tramite un adesivo, su uno dei vetri della macchina, è presente solo sulla versione Ecofuel, ed è da attribuirsi al superamento del carico massimo ammissibile sull'asse posteriore, dato dai passeggeri più le 4 bombole sottoscocca.
- la ruota di scorta è possibile averla, con l'apposito alloggiamento sotto il piano di carico, prendendo la versione a 5 posti con il bagagliaio in versione "modulare". Questo nessun concessionario me lo ha saputo dire: mi avrebbero messo una bella pulce nell'orecchio riguardo i 7 posti.
- la regolazione dell'altezza dei fari (nelle versioni, come la mia, senza fari a scarica di gas), non è spiegata da nessuna parte, ma è una banalità. Si fa con un cacciavite torks agendo su un eccentrico posto sul supporto superiore di tutto il gruppo ottico, nella zona dove batte il cofano quando è chiuso. Ci ho messo un po' a trovarlo...
- la percorrenza massima a metano, che sui depliant è accreditata attorno a 350Km è un po' ottimistica, o forse è rilevata su strade tedesche con distributori tedeschi in un inverno tedesco. Qui da noi, il mio record personale (estivo per ora, ma vedremo quest'inverno) è stato di 300Km, tutti di autostrada a 100Km/h con il cruise control inserito, che non è proprio quello che si dice un campione affidabile.
- in Lombardia, contrariamente a quanto mi ha spergiurato il concessionario che me l'ha venduta, questa vettura non paga la tassa di possesso, volgarmente detta bollo. E credo anche in Piemonte.
No, non è una data. E' un numerello che mi ha - mio malgrado - suggerito un signore che ieri ha accolto il Pontefice all'areoporto di Cagliari, ha seguito l'omelia in prima fila e, per concludere si è lasciato andare a $dichiarazioni_orripilanti.
Orripilanti non perché sbagliate in sè (con qualche noticina però), ma orripilanti perché dette da lui, con quella faccia lì "che se la picchi sul pavimento, il marmo fa sangue" (cit.)
$dichiarazione_orripilante: "Nessun esponente del nostro schieramento politico si è mai sognato di mettere in discussione la libertà di espressione sui fatti politici da parte dei rappresentanti della Chiesa. Né mai lo farà. Anzi, siamo profondamente grati al Pontefice e ai vescovi per i suggerimenti e le parole di incoraggiamento che ci hanno riservato in questa prima fase del nostro mandato di Governo. Quelli che volevano la Chiesa nel silenzio si sono sempre ispirati a principi opposti ai nostri, alle teorie marxiste-leniniste, in parole semplici al comunismo"
Giusto qualche noticina, da cattolico che sono:
- ben venga la presenza di cattolici in politica. Tutti i cittadini che se la sentono hanno il diritto di partecipare e immettere nella società le proprie idee. Ma devono farlo attendendosi alle regole, se no il gioco si rompe. E le regole, per me, sono sintetizzate dalla possibilità di dialogare ad armi pari, senza delegittimazione. Ovvero: se si parla di questioni legate alla bioetica, si discute tecnicamente di quello, senza definire gli avversari "mostri assassini" o "oscurantisti", perché questo é delegittimare, non apportare contributi.
- non mi piacciono gli strali che piovono dall'alto. E non mi piace quando si dimentica il rispetto della persona nelle discussioni solo perché il tema è "caldo".
- il Pontefice dice quello che desidera, riguardo a queste questioni "politiche". E la CEI anche. Che poi le dichiarazioni e le esternazioni siano un po' a senso unico, be', giudicate voi...
- abbiamo finito di parlare di don Camillo e Peppone? No? Beh, sarebbe anche ora...
Ok, adesso veniamo al numerello: 1916. Gli anni delle superiori dai Salesiani di Sesto sono serviti, non solo, ma anche a questo: il Catechismo della Chiesa Cattolica era tra i libri di testo. Mi ricordavo vagamente qualche articolo che ne parla e, ad ogni modo, ecco qui il 1916, smontato nei sui tre periodi (tra parentesi i miei commenti, molto profani):
"La partecipazione di tutti all'attuazione del bene comune implica, come ogni dovere etico, una conversione incessantemente rinnovata delle parti sociali." (bene)
"La frode e altri sotterfugi mediante i quali alcuni si sottraggono alle imposizioni della legge e alle prescrizioni del dovere sociale, vanno condannati con fermezza, perché incompatibili con le esigenze della giustizia." (prego???)
"Ci si deve occupare del progresso delle istituzioni che servono a migliorare le condizioni di vita degli uomini." (forse manca un "tutti", ma credo sia sottinteso, visto che si parla di "bene comune", da quelle parti del Catechismo)
Perfetto. Adesso pensiamo al personaggio della dichiarazione. Pensiamoci intensamente, dimenticandoci che è scappato con un'attrice lasciando la moglie, che telefonava a Dell'Utri lamentando la scarsa presenza di attricette del drive-in a fargli compagnia a capodanno, che ci ha venduto (no, non regalato, venduto) una televisione fatta di - malcelato - sesso (mai visto Studio Aperto in piena fascia protetta?).
Ecco, se siete riusciti a dimenticare tutto ciò, pensatelo che accoglie il Papa a Cagliari da "uomo politico cattolico, che non si sottrae con la frode e i sotterfugi alla giustizia e opera per migliorare le condizioni di vita di (tutti) gli uomini."
Poi, se siete ancora in grado di farlo, pensate anche al Papa che "ha ringraziato pubblicamente per la sua accoglienza e la sua presenza il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e ha anche citato nei saluti il sottosegretario Gianni Letta."
Volete farvi due risate (amarognole, a dire il vero)?
Io me le sono fatte ieri, mentre tornavo da Tortona, su una Milano-Genova quasi deserta, verso le 17.45. Insomma, cruise control inserito sui 120, prima e seconda corsia, giusto per superare i TIR, e un solo disco in macchina, ascoltato tutta l'estate: opto per Radio 24, se non altro per scoprire cosa mi aspetta dalla barriera in poi, sulla Tangenziale Ovest.
Invece becco Focus Economia, solitamente interessante quasi meno del posticipo di campionato mentre su La7 danno l'ultimo episodio di Voyager, solo che ieri sera c'erano Tito Boeri (incredibile, qualcuno lo intervista) e il ministro Altero Matteoli, che parlavano, moderati da Sebastiano Barisoni, di Alitalia.
Uno spasso, con l'economista della Bocconi che faceva domande e osservazioni che sembrano vietate ad un dibattito politico o a una conferenza stampa (ma che ad un normale cittadino dovrebbero sembrare ovvie e doverose) e il ministro che, semplicemente, evitava di rispondere, nel puro stile berlusconiano di proporre, sempre e comunque una supercazzola. Boeri parlava di numeri, milioni di euro, anni di ammortizzazione sociale, disuguaglianze di trattamento tra dipendenti Alitalia e dipendenti qualunque, distruzione della flebile concorrenza sulla Milano-Roma, stravolgimento delle norme antitrust, imprenditori che non aspettano altro che finisca il lock-up per disfarsi delle quote e altre "amenità", mentre il ministro si limitava a comporre frasi affiancando un ristretto vocabolario di termini, giungendo peraltro a periodi sintatticamente ineccepibili.
Da ascoltare, secondo me.