Mannaggia, uno non fa in tempo a mettere un bannerino nella colonna di destra del proprio blog per dimostrare tutta la propria stima nei confronti dell'azienda che dovrebbe trasferire missive, lettere, pacchi e quant'altro nel proprio paese, ed ecco che arriva un ulteriore conferma di come quel condizionale del verbo dovere è tutto tranne che fuori posto.
Insomma, ieri sera ci è arrivato un pacco che avrebbe dovuto contenere uno zainetto porta bimbi (più il dvd allegato con le istruzioni per l'uso). Era stato aperto e maldestramente richiuso con il nastro adesivo delle Poste Italiane, e al suo interno ovviamente c'era solo il dvd.
Un giro sul sito delle Poste Italiane (non lo linko volutamente, non vorrei che il blog prendesse brutte malattie), per capire cosa fare o a chi rivolgersi, mi informa prontamente che i profitti del 2008, secondo l'amministratore delegato dell'azienda, saranno da record. Inoltre apprendo con non poca meraviglia che in centro a Milano partirà la sperimentazione dei mezzi ecologici per consegnare la posta (bici elettriche, si capisce). E come non essere colpiti dal fatto che il Palazzo dei Diamanti di Ferrara (la città, non il consigliere di Colui che è ma non sembra) ospita un'importante mostra dedicata all'artista catalano Mirò, la prima in Italia dopo venticinque anni? Inoltre noto, nella sgargiante pagina giallo-blu, la presenza di un po' di pubblicità varie riguardanti i servizi business e il banco posta, ovvero il servizio bancario famoso ovunque per non avere il circuito bancomat compatibile con il resto dei ciruiti del mondo.
Giro un po' tra i vari link più o meno visibili del sito, ma nulla sembra alludere ad un furto, ad uno smarrimento e alla relativa denuncia o azione da intraprendere. Il bello è che non c'è nemmeno un numero a cui rivolgersi, se non quello standard del centralino, con cui già ho avuto il mio bel daffare all'inizio del 2007.
Solo google mi viene in aiuto, tramite il forum di ebay, ma con cattive notizie: il rimborso non è possibile se il furto/smarrimento (sembra che siano la stessa cosa) è avvenuto con la Posta Prioritaria (sì, insomma, quella obbligatoria, visto che la Posta Ordinaria Normale Standard Che C'e' Nel Resto Del Mondo qui l'hanno eliminata). Quindi, 59€ buttati.
Chiamo l'amica che ci ha mandato il pacco, è la prima volta che si trova in una situazione del genere (forse è abituata allo standard olandese) e, nonostante le condizioni di vendita siano chiarissime, si offre gentilmente di reinviare il pacco a sue spese, offerta che naturalmente rifiutiamo: sabato andremo personalmente a ritirare il prodotto, supplendo di tasca nostra all'onestà delle Poste Italiane.
Il problema, al di là della brutta sensazione che segue sempre un furto subito, è che le Poste Italiane, nonostante facciano un gran profitto, sono inaffidabili.
Al lavoro sono due settimane che aspettiamo un debuggerJTAG, inviato da un'azienda tedesca (sì, a loro è sembrato normalissimo affidarsi alle poste: da loro consegnano merce, non vendono i libri di Beppe Grillo nè inventano nuovi circuiti bancomat incompatibili) per l'esorbitante valore di 60€. Due settimane, dalla Germania è partito, presumibilmente in un giorno ha varcato la frontiera (quella che non dovrebbe più esserci nemmeno per le merci) e ora è disperso in qualche ufficio da qualche parte in Italia, e nessuno ne sa nulla. Probabilmente arriverà quando lo standard JTAG sarà solo un ricordo.
E questo è niente, se paragonato all'odissea di telefonate, moduli compilati, multe, tasse, mal di fegato e tempo perso in giro per uffici del Varesotto che mi è toccato l'anno scorso, quando ho comprato dei pupazzetti di lana (le famose marionette da dito), tali da formare un pacchettino grosso come una scatola di scarpe per bambini, da un'amica in Perù, da usare come bomboniere per il Battesimo di Lucia.
Il pacchettino è partito da Lima (che sappiamo tutti essere in un paese in gravi difficoltà economiche, sociali e politiche) e in un paio di giorni ha attraversato il deserto alle spalle della capitale sudamericana, le Ande, la Foresta Amazzonica, l'Oceano Atlantico, la Spagna, la Francia e le Alpi. In 48 ore ha percorso mezza circonferenza terrestre, è atterrato a Malpensa e da lì, uscendo dal recinto metallico dello scalo Lombardo, è finito a Lonate Pozzolo, a meno di 50Km da casa mia.
Mi hanno chiamato per lo sdoganamento (meno male che sul pacco c'era il mio numero di cellulare, grazie Elisabet!), ho accettato il pacco, ho fatto il fax per dichiarare cosa ci fosse dentro (c'era scritto sopra, in castigliano, ma evidentemente nessuno lo parla alle Poste Italiane) e il valore di tale contenuto, spedendo anche la fattura (era un acquisto tra privati, quindi non ce l'avevo, ma avevo la ricevuta del trasferimento di denaro con MoneyGram, con una cifra molto più elevata del reale valore dei beni, visto che ad esso era aggiunto un aiuto per alcuni progetti umanitari promossi dalla nostra amica) e mi sono messo in attesa, dando istruzioni (e soldi) al mio portiere per pagare la tassa di importazione (che nessuno mi ha detto quanto fosse).
Dopo un mese (30 giorni) di telefonate, preghiere, promesse, insulti, minacce, tentativi, raggiri e quant'altro, a due soli giorni dal Battesimo di Lucia, ho trovato breccia nel cuore di un'impiegata del centralino di Lonate, probabilmente madre da pochi giorni, che, inteneritasi di fronte alla mia storia, mi ha consigliato di infrangere la legge: recarmi alla dogana personalmente e richiedere il pacco, sottraendolo dalle grinfie di SDA/Poste Italiane.
Detto fatto. Entrato dal cancello spalancato nel palazzo (da cui avrebbero dovuto spararmi a vista, secondo alcuni centralinisti), ho parlato con un burbero signore che mi ha consegnato un paio di bollettini (50€ di tasse, ovvero 1/4 del valore dichiarato del pacco e circa lo stesso valore effettivo della merce e 2€ di multa per essere andato personalmente a ritirare il pacco, facendogli risparmiare la consegna finale tramite SDA) da pagare in posta (no, non qui, in posta. No, noi non siamo la posta, deve andare in un ufficio postale). Pagato, tornato, entrato, ritirato.
Ecco perché "odiamo tutti insieme le Poste Italiane".
Un breve commento su questo interessante saggio, sperando di non risultare troppo banale dando un giudizio come non addetto ai lavori (nonostante l'editoria sia un campo che mi affascina, ma più che altro del punto di vista tecnico/grafico, LaTeX-way, per coniare un neologismo).
L'aggettivo che trovo più adeguato per descrivere il libretto di Ilaria katerinov è semplicemente "interessante", nel senso che mi ha svelato un mondo, quello della traduzione, completamente sconosciuto prima. Un lavoro difficile, fatto di compromessi, ricerca, tentativi, riscritture, collaborazione, fretta, comprensione, stravolgimento, interpretazione e, purtroppo non di rado, errori.
Il saggio è ben scritto, documentato e semplice da comprendere anche per chi di inglese ne parla poco, nonostante ne legga a chili. Mi ha confermato non poche delle sensazioni che ho avuto ingurgitando i libri della saga in questione, sia in italiano (comprendendoli bene), sia in inglese (capendo quasi sempre al volo solo il racconto degli avvenimenti principali, ma perdendomi su alcune descrizioni articolate o colpi di scena troppo rapidi perché il meccanismo di correzione degli errori di funzionasse): traduzioni difficili, moltissimi doppi/tripli sensi nei nomi dei personaggi edei luoghi, giochi di parole intraducibili e strettamente britannici.
Il libro ha anche il pregio di mettere in luce alcune pecche della traduzione Salani, nonostante più volte venga correttamente ribadito che tale operazione è eseguita soprattutto nell'ottica di rendere partecipi i lettori della difficoltà intrinseca del lavoro di traduzione. Però il velo di critica resta percettibile, anche se mi è parso sempre costruttivo: imparare dai propri errori, e, adesso che è finita, correggerli.
Aggiornamento di questo vecchio articolo, nel frattempo ho scoperto alcune cose interessanti, è uscito il kernel 2.6.24, le nuove librerie alsa sono entrate in Debian Lenny e la configurazione ne ha risentito (in meglio, ovviamente).
Dicevamo, il laptop in questione è questo:
marco@gondor:~$ lspci 00:00.0 Host bridge: Intel Corporation Mobile PM965/GM965/GL960 Memory Controller Hub (rev 0c) 00:02.0 VGA compatible controller: Intel Corporation Mobile GM965/GL960 Integrated Graphics Controller (rev 0c) 00:02.1 Display controller: Intel Corporation Mobile GM965/GL960 Integrated Graphics Controller (rev 0c) 00:1a.0 USB Controller: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) USB UHCI Contoller #4 (rev 02) 00:1a.1 USB Controller: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) USB UHCI Controller #5 (rev 02) 00:1a.7 USB Controller: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) USB2 EHCI Controller #2 (rev 02) 00:1b.0 Audio device: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) HD Audio Controller (rev 02) 00:1c.0 PCI bridge: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) PCI Express Port 1 (rev 02) 00:1c.1 PCI bridge: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) PCI Express Port 2 (rev 02) 00:1c.3 PCI bridge: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) PCI Express Port 4 (rev 02) 00:1c.5 PCI bridge: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) PCI Express Port 6 (rev 02) 00:1d.0 USB Controller: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) USB UHCI Controller #1 (rev 02) 00:1d.1 USB Controller: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) USB UHCI Controller #2 (rev 02) 00:1d.2 USB Controller: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) USB UHCI Controller #3 (rev 02) 00:1d.7 USB Controller: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) USB2 EHCI Controller #1 (rev 02) 00:1e.0 PCI bridge: Intel Corporation 82801 Mobile PCI Bridge (rev f2) 00:1f.0 ISA bridge: Intel Corporation 82801HEM (ICH8M) LPC Interface Controller (rev 02) 00:1f.1 IDE interface: Intel Corporation 82801HBM/HEM (ICH8M/ICH8M-E) IDE Controller (rev 02) 00:1f.2 SATA controller: Intel Corporation 82801HBM/HEM (ICH8M/ICH8M-E) SATA AHCI Controller (rev 02) 00:1f.3 SMBus: Intel Corporation 82801H (ICH8 Family) SMBus Controller (rev 02) 03:01.0 FireWire (IEEE 1394): Ricoh Co Ltd R5C832 IEEE 1394 Controller (rev 05) 03:01.1 SD Host controller: Ricoh Co Ltd R5C822 SD/SDIO/MMC/MS/MSPro Host Adapter (rev 22) 03:01.2 System peripheral: Ricoh Co Ltd R5C843 MMC Host Controller (rev 12) 03:01.3 System peripheral: Ricoh Co Ltd R5C592 Memory Stick Bus Host Adapter (rev 12) 03:01.4 System peripheral: Ricoh Co Ltd xD-Picture Card Controller (rev ff) 09:00.0 Ethernet controller: Broadcom Corporation NetLink BCM5906M Fast Ethernet PCI Express (rev 02) 0c:00.0 Network controller: Intel Corporation PRO/Wireless 3945ABG Network Connection (rev 02)
Le cose che funzionano correttamente, ora, sono queste:
La scheda video Intel i945, in console con il framebuffer VESA (vga=792 al boot) e xorg 1280x800, con accelerazione grafica e AIXGL (per i tamarri). Questa è la sezione del file /etc/X11/xorg.conf relativa:
La linea riguardante la TV sembra essere necessaria per avere il desktop esteso su tutto il monitor 16:9 del portatile. Ancora non funziona il supporto per XV e va usato il rendering X11 o GL/GL2.
La scheda di rete LAN (Broadcom Tigon3 10/100/1000) funziona perfettamente con il modulo tg3, nella sezione gigabit network del kernel.
La scheda di rete WIFI (Intel ipw3945) ora ha il driver iwl3945 incluso e compilabile semplicemente nel kernel, nella sezione drivers/network/wireless... E' presente un interruttore, software, detto rfkill. Se opportunamente configurato nel kernel, può spegnere (anche) la scheda WIFI.
Il touchPad (Synaptics) va con le impostazioni di default di xorg.conf, ecco le linee interessate:
Le (poche) porte USB funzionano con i moduli del kernel ehci-hcd per il 2.0 e uhci-hcd per il 1.1.
Il disco fisso è un SATA da 160GB 7200rpm. Nessun problema con AHCI SATA e Intel ESB, ICH, PIIX3, PIIX4 PATA/SATA support, senza naturalmente dimenticare l'infrastruttura SCSI e SCSI disk staticamente nel kernel, se volete avviare Linux senza initramfs.
Il CPU frequency scaling va, i due processori passano correttamente da 2201MHz a 800MHz con il demone cpufreqd e il modulo acpi_cpufreq.
La WebCam è una VGA (640x480) collegata al bus USB, posizionata in cima allo schermo. Funziona con l'infrastruttura V4L2 e il driver uvcvideo, non (ancora) presente nel kernel. Lo stream può essere visto direttamente con un programma che supporta correttamente le periferiche V4L2 (ad esempio mplayer), oppure tramite uvc_streamer, che rende disponibile lo stream MJPEG della WebCam con protocollo http. L'unica cosa da fare, oltre a compilare il modulo ed eventualmente uvc_streamer, è sperare che il tutto entri rapidamente nel kernel.
La porta FireWire, nonostante non abbia alcuna periferica per provarla, è data per funzionante da tutti, al pari del Bluetooth.
Ciò che funziona discretamente, ora, è:
L'unità ottica, ho scoperto recentemente, ha un paio di problemi: non ha impostata la regione geografica per la decodifica dei DVD e non permette la lettura raw dei dvd protetti con il CSS. Quindi, nell'attesa del rilascio di un firmware nuovo (rpc1) per il MATSHITA DVD+/-RW UJ-857G, conviene almeno sbloccarlo impostandone la regione su quella di interesse (la 2, per l'Europa) con il programma regionset, già disponibile in binario o, se preferite, in sorgente da compilare. In tal modo è possibile vedere correttamente i dvd della propria zona geografica e, ovviamente, accedervi in raw mode per farne dei backup.
L'unità, dal kernel 2.6.22, andrebbe usata con la nuova infrastruttura PATA introdotta dal kernel 2.6.22, con i moduli sr_mod (scsi cdrom generico) e ata_piix.
La scheda audio ora funziona un po' meglio con il modulo snd_hda_intel, caricato anche senza parametri, insieme alle librerie di alsa 1.0.15-1 di Debian Lenny. Del microfono, però, ancora nessuna traccia.
Il lettore SD/MMC funziona, ma non con le MMC.
Il Suspend to RAM, funziona, ma ancora con qualche problema: al resume la webcam riparte solo scaricando e ricaricando il modulo, mentre le CPU rimangono curiosamente una a 800MHz e una a 2201MHz.
Gli Hot keys e il telecomando generano vari scancode corretti, ma non ho ancora capito come rimapparli su dei keycode che voglio io. Una volta risolto questo problema, tutto dovrebbe andare.
Dovrei ancora provare:
Il Suspend to disk e il modem V92 USB. Credo che proverò soltanto il primo :-)
Ok, sei bravo, è scritto con il minor numero possibile di caratteri, e sommando tutti i codici ascii dei singoli caratteri esce il numero di pagine dell'edizione originale del "Signore degli anelli", nonché gli anni luce percorsi da Spock in tutta la sua carriera nella Flotta Stellare, e probabilmente anche l'inverso del quadrato della costante di Plank.
Scommetto che su una SPARC basta mezzo ciclo di clock per eseguirlo 5 volte, probabilmente è uno dei pezzi di codice meno entropici dell'universo.
No, dico, ma hai provato a rileggerlo dopo 10 minuti che lo hai scritto?
Stasera (o meglio, stanotte) comincia la trasmissione della sesta stagione della serie, ovviamente su La7.
L'orario per vedere le imprese del comandante Sisko, dell'affascinante Jadzia Dax, del maggiore Kira, di Odo, del Capo O'Brien (con le immancabili maniche tirate su), del dottor Bashir e dei fastidiosi Ferengi Quark&amici, è proibitivo: vanno in onda approssimativamente tra le 2 e le 5 del mattino.
Sì, approssimativamente: La7 ha una strana concezione del termine "palinsesto", ma lungi da me il lamentarmi, visto che è di fatto la migliore emittente nazionale. Voglio dire, ce ne sarebbero altre, che nessuno ha mai visto e quindi non può giudicare, ma difficilmente sarebbero peggio della rete salivosa, se solo potessero utilizzare le frequenze che si sono legalmente guadagnate, tutt'ora abusivamente occupate da un'emittente di un gruppo che oltretutto vieta di fatto la registrazione personale delle proprie trasmissioni.
Ma si parlava di ds9, quindi stanotte sesta stagione. Meno male che c'è vcast!
PS: No, non voglio lamentarmi (non sia mai)... ma perchè oltre alle tre serie (Ent, Voy e ds9) trasmesse ad libitum, non proponete tng, o tos?
Wenger Delémont, ovviamente, e non i più famosi e inflazionati Victorinox (che sono la brutta imitazione dei primi, sia ben chiaro).
Ma in realtà l'acciaio inox centra poco: mi riferisco a netcat, "the TCP/IP swiss army knife", secondo la sua manpage.
Credo che i suoi utilizzi siano miliardi, alcuni nemmeno lontanamente previsti dall'Hobbit ("Netcat was written by a guy we know as the Hobbit") che lo ha scritto. Sì, ne esiste un port perfino per Windows, anche se pare che venga ostinatamente rimosso da Symantec in quanto considerato ostile (un po' ostile è, in effetti...).
Be', in questi giorni lo sto usando per soddisfare una richiesta (nemmeno tanto inusuale, ho visto) di un cliente: una seriale remota tra due schede ARM based, attraverso un collegamento di rete. Ovvero, in una scheda entro in seriale RS232 e dall'altra, potenzialmente dall'altra parte dell'universo (cit.), voglio uscire con la stessa seriale RS232, ovviamente bidirezionale.
A cosa serve? Nello specifico a muovere il braccio robotizzato che sostiene la telecamera a cui è connessa una delle due schede ARM, ma in generale ho notato che l'industria è ancora molto legata al RS232, che rappresenta una connessione economica, semplice e robusta. Averne una replica su TCP/IP è estremamente gradito.
In realtà ho trovato anche qualche software specifico che assolve al compito, come ad esempio serialoverip, ma la pigrizia di doverlo inserire nell'albero di cross-compilazione di linux per ARM mi ha decisamente fatto propendere per il coltellino svizzero.
Bene.
Dopo una breve lettura della manpage di netcat, e dopo essersi provvidenzialmente ricordati come funziona lo stdin (sì, legge solo quando premi invio, mi sono confuso), ecco i comandi:
- se si vuole avere un transito continuo dei dati, è meglio settare (man setserial) uguali i due baudrate delle seriali coinvolte, se no dopo un po' una delle due pipe diventa grassissima :-) - nc esce immediatamente se cerca di trasmettere e trova la porta chiusa, cosa che può capitare ad esempio se nc -l non è ancora stato lanciato dall'altra parte. Pertanto, in un'applicazione embedded, forse è meglio separare le due parti di comando (prima e dopo la &) e metterle separatamente in respawn nell'inittab. - il -u delle linee di comando significa UDP. Serve per evitare che si instauri una sessione TCP per ogni carattere trasmesso, cosa che causerebbe un overhead enorme di traffico in rete e l'uscita immediata di nc -l dopo il primo carattere (visto che per lui la sessione è conclusa). Però così andiamo in UDP, con tutti i pregi e i difetti del caso (in primis, se il pacchetto si perde per strada, è perso: fire and forget). - se ci sono di mezzo dei router, ovviamente vanno impostati per redirigere correttamente le porte implicate (in questo caso la 10000 e la 10001) alle macchine interessate. - no, non controllateci una centrale atomica: è UDP, qualcosa potrebbe andare storto e sarebbe noto solo dopo l'esplosione :-)